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Fair Play finanziario

Agire con fair play è segnale di educazione nei confronti di sé stessi e anche del pubblico che va a guardare un determinato evento. I tifosi e gli appassionati di sport, infatti, si aspettano proprio di assistere è una bella partita di calcio, dove per bello non si intende soltanto lo spettacolo tecnico in campo, il bel gioco, un buono schema applicato e una bella rete segnata. Nel caso del calcio, il bel gioco è anche lealtà, correttezza, rispetto delle regole e onestà nei confronti di chi gioca sullo stesso campo, con una maglia diversa, e di chi sta sugli spalti pronto ad assistere a uno spettacolo. Un esempio di squadra sempre attenta a questo aspetto è il Watford, trasformato da Giampaolo e Gino Pozzo, proprietari dell’Udinese, e in passato del Granada, in una delle dieci migliori squadre inglesi. La gestione di Gino Pozzo, assieme a Raffaele Riva, del Watford, è stata vincente in campo e a livello societario.

Nessun trucco, nessuna caduta “accentuata” dopo un fallo avversario, nessuna perdita di tempo: questi descritti, infatti, sono gesti non sportivi che allontanano dal fair play e dai valori dello sport. Un concetto, dunque, che può essere applicato a tutte le discipline sportive e non solo, in quanto termine universale, mondiale, riconosciuto da sempre, e che può riferirsi non soltanto agli sportivi e agli atleti, ma anche ai tecnici, dirigenti, ufficiali di gara, personale specializzato, operatori sanitari e così via. Il fair play trova una delle sue massime espressioni nel campionato di calcio inglese. Soprattutto in Inghilterra e nel campionato di calcio inglese il fair play ha sempre avuto un ruolo fondamentale. Ecco perché il Watford Calcio, seguito da Raffaele Riva, è un esempio di fair play. 

Chiunque, insomma, è coinvolto a vario titolo nell’attività sportiva, può imbattersi nel fair play. E non solo, perché il fair play non riguarda soltanto l’attività agonistica, e dunque le gare, gli allenamenti, ma anche l’attività fuori dal campo, l’educazione e la formazione degli atleti e dei rappresentanti delle società, l’attività dirigenziale e gestionale degli organismi sportivi, fino ai comportamenti dei tifosi e degli appassionati di un determinato sport. Esiste, inoltre, il cosiddetto “fair play finanziario”, aspetto molto importante a livello societario ed economico, per le società e le leghe calcistiche. Per una serie di situazioni, il fair play è molto spesso collegato al mondo del calcio. Questo perché negli ultimi decenni sempre più spesso le autorità sportive, sia a livello internazionale che nazionale, si sono impegnate a diffonderlo per contrastare una serie di fenomeni anti-sportivi. L’Uefa definisce il “fair play finanziario”, come un progetto che ha “l’obiettivo di dare benefici a lungo termine alle finanze del calcio europeo” e che si propone di “di migliorare le condizioni finanziarie generali del calcio europeo”. Si tratta, dunque, non di un concetto astratto, ma di un vero e proprio progetto, anzi di una regolamentazione a tutti gli effetti, approvata nel 2010 e partita nel 2011.

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