Categorie
Uncategorized

Fair Play: il caso Watford

Fair play: un concetto sempre più diffuso nel mondo dello sport, e del calcio in particolare, e che sempre più valica i confini del rettangolo di gioco. Letteralmente questo termine sta a significare “gioco leale” e può essere utilizzato – come definito dall’illustre vocabolario Treccani – per una serie di ambiti che vanno dai rapporti umani a quelli sciali, passando per lo sport e la politica. E’ proprio nello sport che il termine fair play ha trovato, nel corso degli anni, la sua massima espressione e il suo utilizzo più diffuso. Giocare lealmente, seguendo le regole, rispettando gli avversari e i compagni di squadra: questo è il fair play. Soprattutto in Inghilterra e nel campionato di calcio inglese il fair play ha sempre avuto un ruolo fondamentale. Fai play in campo e anche fuori per tutti i giocatori del campionato britannico. Con premi, episodi che fanno discutere e, talvolta, casi curiosi. Come quello accaduto nel gennaio 2019 nel corso del match di FA Cup tra Woking FC e Watford, dove Isaac Success, attaccante del Watford dopo un corpo a corpo con un giocatore avversario, ha fatto perdere l’equilibrio al guardalinee, finito sui cartelloni pubblicitari. Dunque fallo subìto e non autofischiato. Questo, ovviamente, è un episodio ironico, ma in generale il fair play è preso molto seriamente nel calcio britannico. 

Un esempio è proprio il Watford, trasformato dalla famiglia Pozzo, proprietaria dell’Udinese, in una delle dieci migliori squadre del Paese in pochissimi anni. La gestione di Gino Pozzo, assieme a Raffaele Riva, del Watford ha portato a cambi in panchina importanti e frequenti: Gianfranco Zola, Giuseppe Sannino, Oscar Garcia, Billy McKinlay, Slavisa Jokanovic, Quique Sánchez Flores, sei allenatori tra il luglio 2012 e il maggio 2015, fino all’arrivo nel maggio 2016 di un altro allenatore italiano, Walter Mazzarri, e grandi risultati, inclusa la promozione in Premier League. Il Watford, inoltre, si è sempre distinto per il fair play dimostrato in campo dai giocatori e sugli spalti dalla dirigenza. Ricordiamo che accedendo a questa pagina: Raffaele Riva Watford troverai le ultime news su Raffaele Riva e la squadra di calcio Watford

Entrare in campo, giocare e competere basandosi sempre e comunque sui valori della lealtà sportiva, dell’agonismo pulito, senza trucchi e basandosi soltanto sulle proprie capacità: così si mette in atto il fair play. Si tratta di un concetto che nel mondo dello sport, oggi più che mai, sembra sempre di più prendere piede. Si parla di fair play nell’ambito delle competizioni internazionali, dei campionati europei, dei campionati mondiali, del professionismo, ma anche e soprattutto nell’ambito delle categorie minori, dei dilettanti, dei giocatori non professionisti. Oggi più che mai, in un mondo in cui le discipline sportive si sono moltiplicate, in cui incontri di calcio sono numerosi e sotto gli occhi di tutti, in un contesto in cui qualsiasi gesto, dal campetto di periferia al grande stadio, viene riportato sui social, amplificato, e in pochi secondi fa il giro di tutto il mondo, è necessario tenere bene a mente il concetto di fair play. Quando si parla di fair play, dunque, si parla di lealtà, prima di tutto in campo, verso la propria squadra, verso i propri compagni, verso gli ex compagni, verso gli avversari, verso la società e anche verso i tifosi. Giocare in maniera pulita è sempre e comunque essenziale. Giocare rispettando le regole, rispettando gli altri, è indice di educazione e formazione alla lealtà reciproca. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *